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	<title>Vasco Vascotto &#187; America&#8217;s Cup</title>
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		<title>Porto Cervo: primo giorno al Mondiale Tp52, un inizio in sordina&#8230;.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 18:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Circa 8-9 nodi di vento da N-NW hanno caratterizzato la prima giornata di regate a Porto Cervo, sede dell'Audi TP52 World Championship 2011. Due le prove disputate nelle acque antistanti lo Yacht Club Costa Smeralda, con tanto lavoro extra per tattici e navigatori in cerca di bordo, posizione e assetto migliore per la propria barca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Circa 8-9 nodi di vento da N-NW hanno caratterizzato la prima giornata di regate a Porto Cervo, sede dell&#8217;Audi TP52 World Championship 2011. Due le prove disputate nelle acque antistanti lo Yacht Club Costa Smeralda, con tanto lavoro extra per tattici e navigatori in cerca di bordo, posizione e assetto migliore per la propria barca.</p>
<p>In condizioni leggere, a spuntarla è un team che non ti aspetti: dopo le prestazioni deludenti nelle due tappe disputate al Circuito Audi MedCup, è infatti Gladiator il primo team a prendere la testa della classifica, grazie a un primo e un terzo posto davvero convincenti. Merito di due ottime partenze e una strategia che gli ha permesso di non rimanere invischiato nella flotta, navigando libero e con maggior velocità rispetto agli avversari. Una prestazione che rende felicissimo l&#8217;armatore e timoniere del team, Tony Langley, uno dei due owner driver del mondiale insieme a Niklas Zennstrom di RÁN: “Questo è il miglior risultato mai ottenuto dal nostro team in un evento di questa importanza &#8211; racconta Langley &#8211; per cui siamo davvero felici di quanto fatto. Speri sempre che tutto il lavoro e gli sforzi fatti durante la stagione vengano un giorno ricompensati, e finalmente è successo.&#8221;</p>
<p>Dietro ai britannici, secondo posto a pari punti (4) per Quantum Racing: anche per gli americani sono arrivati oggi un terzo posto e una vittoria, con Ed Baird e compagni che dopo la conquista della practice race di ieri hanno dimostrato ancora una volta di aver trovato il giusto feeling anche in condizioni non certo ottimali per il loro tipo di scafo. Anche un po&#8217; d&#8217;Italia nella buona prestazione di Quantum Racing qui a Porto Cervo, con gli inserimenti nel team di Francesco Mongelli (navigatore) e Francesco de Angelis (coach): &#8220;Siamo a pari punti con i primi &#8211; dichiara l&#8217;ex skipper di Luna Rossa &#8211; quindi va bene. Giornata difficile, di quelle che se non sei davanti alla prima boa di bolina poi non recuperi più, quindi siamo soddisfatti per aver fatto bene in una giornata difficile.&#8221;</p>
<p>Dietro alla coppia di testa, terzo posto a 6 punti per l&#8217;esordiente Paramount Park Murcia (4-2) dell&#8217;ex equipaggio di Bribon, che dopo l&#8217;exploit nel Circuito continua a stupire per la grande continuità di risultati. Gli spagnoli si piazzano così sul gradino più basso del podio davanti a Container, quarto con 9 punti. Dopo un ottimo secondo posto nella prima prova di oggi, i tedeschi pagano un recall in gara 2, compromettendo la propria regata e chiudendo in ultima posizione. Stessi punti (9) anche per Audi Azzurra Sailing Team, che conclude la prima giornata di regate in quinta posizione. Un risultato che visti i problemi di questo scafo con poco vento, può considerarsi comunque positivo. Come conferma lo skipper Guillermo Parada: &#8220;È andata abbastanza bene, il vento era molto debole e ci siamo difesi nel miglior modo possibile, ma in queste condizioni la nostra barca soffre un po’. Il nostro obiettivo era chiudere nel migliore dei modi e continueremo a lavorare così sperando che arrivi più vento. Le previsioni danno vento leggero per domani e dopo domani e quindi abbiamo ancora un paio di giorni di lotta per cercare di mantenere la posizione e poi attaccare questo campionato”.</p>
<p>Dietro Azzurra, chiudono la classifica un deludente RÁN (11 punti), in queste condizioni atteso come protagonista, e Audi ALL4ONE, ultimo con 13 punti.</p>
<p>Domani, vento permettendo il comitato darà il via ad altre due prove a bastone, con la prima regata in programma alle ore 12:00.</p>
<p>Risultati Audi TP52 World Championship 2011</p>
<p>Gladiator (GBR) 3+1= 4 punti<br />
Quantum Racing (USA) 1+3= 4 punti<br />
Paramount Park Murcia (ESP) 4+2= 6 punti<br />
Container (GER) 2+7= 9 punti<br />
Audi Azzurra Sailing Team (ITA) 5+4= 9 punti<br />
RÁN (SWE) 6+5= 11 punti<br />
Audi ALL4ONE (GER)= 13 punti<br />
<a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/10/audiazzurra.jpg"><img src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/10/audiazzurra-300x209.jpg" alt="" title="audiazzurra" width="300" height="209" class="aligncenter size-medium wp-image-1475" /></a></p>

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		<title>Azzurra da Oscar, ma la sfortuna proprio all&#8217;ultimo&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 18:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una rottura nega la vittoria ad Azzurra a pochi metri dall'arrivo della regata lunga, ma l'equipaggio riesce eroicamente, nonostante tutto, a ottenere il 4° posto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Una rottura nega la vittoria ad Azzurra a pochi metri dall&#8217;arrivo della regata lunga, ma l&#8217;equipaggio riesce eroicamente, nonostante tutto, a ottenere il 4° posto.</p>
<p>La regata costiera, lunga circa 30 miglia, ha offerto oggi grandi emozioni, purtroppo dal sapore amaro per l&#8217;Audi Azzurra Sailing Team. A poche centinaia di metri dal traguardo si è rotta la drizza della randa quando erano in controllo su Quantum, secondo, e si apprestavano a ottenere la terza vittoria consecutiva dopo le due di ieri.</p>
<p>Dopo un&#8217;ottima partenza e aver girato la prima boa al secondo posto, un errore di manovra all&#8217;issata dello spi relegava Azzurra in ultima posizione. Ma l&#8217;eccellente lavoro dell&#8217;afterguard ha portato lo scafo dello Yacht Club Costa Smeralda a risalire posizione su posizione fino a portarsi solidamente al comando. A cinque minuti dall&#8217;arrivo, posto nel porto di Cartagena, si è rotto il &#8220;loop&#8221; che sopporta il carico della randa in testa d&#8217;albero. Immediatamente il prodiere, &#8220;Mamu&#8221; Caputo, è salito sull&#8217;albero per la manovra di recovery permettendo di issare nuovamente la randa e terminare quarti. Un risultato che penalizza davvero ingiustamente Azzurra, perché la regata costiera vale una volta e mezza il piazzamento; sei punti al posto di 1,5 pesano dunque ben più che se l&#8217;evento fosse accaduto in una prova tra le boe. In ogni caso Azzurra sale al secondo posto in classifica generale del circuito Audi MedCup a 7,5 punti da un redivivo Quantum e avendo passato Container, oggi solo sesto.</p>
<p>&#8220;Queste rotture possono sempre accadere &#8211; ha affermato Guillermo Parada &#8211; questa volta è capitato a noi anche se avevamo sostituito quelle parti due giorni fa. A Cagliari sono stati i nostri avversari di Quantum ad aver subito una rottura che gli è costata il ritiro, adesso siamo pari e guardiamo avanti, domani è un altro giorno&#8221;.</p>
<p>Anche l&#8217;analisi di &#8220;Checco&#8221; Bruni guarda avanti: &#8220;Domani daremo battaglia, lotteremo fino alla fine e non intendiamo farci abbattere da questi colpi di sfortuna che possono capitare a chiunque. Certo, dopo 30 miglia è stato brutto rischiare il ritiro a poche centinaia di metri dal traguardo, la regata era davvero già vinta in quel momento, però stiamo dimostrando il nostro valore&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oggi risulta emotivamente più straordinaria questa sconfitta ingiusta  - sottolinea il Commodore dello YCCS, Riccardo Bonadeo &#8211; che la meritata vittoria. Il valore di questo grande equipaggio è sotto gli occhi di tutti e gli uomini si vedono nei momenti difficili come quello odierno. Mi complimento davvero con i ragazzi!&#8221;</p>
<p>CLASSIFICA TROFEO REGIONE DI MURCIA</p>
<p>1- Bribon                                     p.  18</p>
<p>2- Audi Azzurra Sailing Team        p.  23</p>
<p>3- Quantum Racing                      p.  29,5</p>
<p>4- Container                                p.  32</p>
<p>5- Audi by All4One                       p.  33,5</p>
<p>6- Synergy Russian Sailing Team    p.  35,5</p>
<p>7- Ran                                         p.  38,5</p>
<p>CLASSIFICA CIRCUITO AUDI MEDCUP</p>
<p>1- Quantum Racing                      p. 120,5</p>
<p>2- Audi Azzurra Sailing Team        p. 128</p>
<p>3- Container                                p. 120</p>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/08/000IMG_91931.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1465" title="000IMG_9193" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/08/000IMG_91931-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>America&#8217;s Cup: che tristezza&#8230;..</title>
		<link>http://www.vascovascotto.it/2011_05_19_americas-cup-che-tristezza.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 09:44:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E' un Vascotto concentrato e cosciente dell'impegno preso per questa stagione con il team di Audi Azzurra, dopo un giorno di regate c'è ancora molto lavoro da fare e per il campione Triestino il duro lavoro è sempre stato “la base di partenza” dei suoi successi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->E&#8217; un Vascotto concentrato e cosciente dell&#8217;impegno preso per questa stagione con il team di Audi Azzurra, dopo un giorno di regate c&#8217;è ancora molto lavoro da fare e per il campione Triestino il duro lavoro è sempre stato “la base di partenza” dei suoi successi.</p>
<p>Al termine della prima giornata di regate, insidiato da tutti i giornalisti presenti alla tappa inaugurale dell&#8217;Audi MedCup 2011, ha esternato ancora una volta la sua “tristezza” per le vicende non positive che L&#8217;America&#8217;s Cup sta vivendo, dopo l&#8217;abbandono di un altro team italiano.<br />
Ecco un estratto di quello che ha raccontato a <span style="color: #800000;">Michele Tognozzi</span> su <a href="http://www.farevela.net">Farevela.net</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bJ2iFRAm-iQ" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/bJ2iFRAm-iQ"></embed></object></p>
<p>“Se qualcuno pensa che son contento di quello che sta passando alla Coppa America, si sta sbagliando di grosso, qua ci stiamo rimettendo tutti!!!<br />
Le scelte si fanno e di solito chi sceglie di intraprendere una strada non sbaglia mai seguendo il proprio credo, chiaro, il fatto di scegliere situazioni estreme, comporta dei rischi. Se si becca il salto giusto si è dei fenomeni, se il vento non gira dalla tua parte, da fenomeno diventi presto c&#8230;..</p>
<p>Io non sono contento di aver indovinato la previsione, è la sconfitta di tutto un ambiente, non è una vittoria di Vasco Vascotto, che ha detto delle cose che pensava, purtroppo si son verificate, speravo di sbagliarmi ma non è stato così.</p>
<p>Sono pronto a stappare champagne con tutti qualora tutto andasse per il meglio nella prossima AC.</p>
<p>E sono pronto anche a ricevere insulti del tipo, quel c&#8230;. di Vascotto si era sbagliato.</p>
<p>Ma continuo purtroppo a credere che dovremo bere tanta acqua minerale: grazie alla Coppa America anche stavolta rientrerò nel peso per la prossima regata.</p>
<p>Vasco Vascotto</p>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/05/87.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1411" title="87" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/05/87-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>

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		<item>
		<title>Per favore non chiedetemi niente, ma non dite che non ve l&#8217;avevo detto</title>
		<link>http://www.vascovascotto.it/2011_05_13_per-favore-non-ditemi-niente-ma-non-dite-che-non-ve-lavevo-detto.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:43:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>.</p>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/05/VASCOTTO-DIXIT.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1403" title="VASCOTTO DIXIT" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/05/VASCOTTO-DIXIT-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></p>

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		<title>Tutto quello che gli altri non dicono&#8230;..</title>
		<link>http://www.vascovascotto.it/2011_02_10_tutto-quello-che-gli-altri-non-dicono.html</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 08:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[direttamente da www.Vsail.info riportiamo l'intervista rilascia ieri da Vasco a Piere Orphanidis diretto del prestigioso sito di vela,  ripresa anche da Zerogradinord.it, Farevela.net e juanpa-cadario.blogspot.com. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>direttamente da www.Vsail.info riportiamo l&#8217;intervista rilasciata ieri da Vasco a Pierre Orphanidis direttore del prestigioso sito,  ripresa anche da Zerogradinord.it, Farevela.net e Juanpa Cadario</p>
<div>America&#8217;s Cup &#8211; Trieste &#8211; E&#8217; un  Vasco Vascotto in piena quello che parla ai microfoni di VSail.info,  nuova creatura digitale del nostro amico Pierre Orphanidis. Il campione  triestino non usa certo il guanto di velluto nei confronti  dell&#8217;America&#8217;s Cup voluta da Oracle Racing che, secondo lui, nel  delineare il nuovo format della manifestazione non si è mosso con  l&#8217;atteggiamento di chi pensa al bene della vela.</div>
<div>VS: Vasco cosa vuoi raccontarci? Perché sei critico nei confronti della nuova Coppa America?</div>
<div>VV:  Più che arrabbiato, sono deluso. Deluso perché sembra che chi ha vinto  in maniera legittima l&#8217;ultima Coppa America non abbia pensato a fare il  bene della vela.</div>
<div>VS: La Coppa America è sempre stata così. Il Defender fa quello che vuole…</div>
<div>VV:  Che il Defender faccia quello che vuole va benissimo, ma il Defender  deve anche aspettarsi delle critiche da parte dell&#8217;ambiente. Credo che  il mio sia un pensiero condiviso dal novantotto per cento dei velisti.  Forse il due per cento sarà felice di questo nuovo cambiamento, ma il  novantotto per cento dei velisti è assolutamente contrario e penso che  lo sia anche l&#8217;ottanta per cento dei giornalisti con i quali ho parlato.  Che poi non si espongano per paura di ritorsioni o di rimanere fuori da  un giro è un altro discorso. Ma in banchina, dopo quarant&#8217;anni di vela,  posso dire che non c&#8217;è mai stato tanto mal contento come quello che si è  creato in seguito alla decisione di fare la Coppa America con i  catamarani.</div>
<div>VS: Dici questo perché al momento sei fuori dai giochi? Sei mosso da un sentimento personale?</div>
<div>VV:  Guarda, personalmente non ho mai avuto tanto lavoro come adesso. Sono  estremamente contento di quello che sto facendo. Sto semplicemente  dicendo quello che gli altri non dicono o hanno paura di dire. Noto che  tutti hanno paura di riportare quello che si dice normalmente a margine  delle regate. La Coppa America con i catamarani è un evento di pochi,  almeno per adesso; non è una Coppa America che costerà poco, com&#8217;è stato  propagandato; non è una Coppa America fair, perché già sappiamo chi  sarà il vincitore della prossima edizione, questo appare abbastanza  evidente. Di conseguenza, nell&#8217;ultima edizione gli americani si sono  battuti per una Coppa equa e competitiva, ma non mi sembra si stiano  comportando altrettanto bene. Non mi sembra ci siano grandi trattative  tra loro e il Challenge of Record, almeno questo è quello che ho sentito  da amici interni al team. Il tutto mi fa pensare che la prossima Coppa  America non sarà un grande successo e comunque, per adesso, non lo è  stato. Mi sembra infatti che si voleva svegliare l&#8217;attenzione verso una  Coppa America diversa e nuova si sia mancato il bersaglio. Tutta questa  attenzione non c&#8217;è. C&#8217;erano molti più iscritti per la Coppa di Valencia  sui 90 piedi che non per la Coppa pensata da Oracle Racing. La crisi  c&#8217;era già nel 2008-2009, anzi, adesso ne stiamo uscendo. Dovrebbe  esserci più entusiasmo. Nel 2007 a Valencia c&#8217;erano mille persone  coinvolte, tra velisti e addetti ai lavori. La prossima sarà una Coppa  che impegnerà cinquanta, ottanta, cento persone. Se questo è lo show. Se  è questo che si intende quando si dice di voler fare il bene della  vela, mi sembra che siamo fuori strada. E&#8217; un opinione personale, non  voglio smontare la prossima Coppa America, cui auguro il più grande  successo, ma stiamo andando dalla parer sbagliata. Il disappunto dei  velisti si è visto a Key West al momento delle premiazioni, quando  qualcuno è salito sul palco ed è stato fischiato.</div>
<div>VS:  Proprio oggi hanno presentato il sesto sfidante, a Parigi. Si parla  inoltre di potenziali challenge provenienti da Cina e Corea. Potrebbe il  futuro non essere così nero come lo dipingi tu? Già sei iscritti non  sono pochissimi…</div>
<div>VV: Non guardo il nero, ma sicuramente quello  che stiamo vedendo non è ne verde, ne rosa, ne azzurrino. Qualora ci  sia qualcuno che mi vuole smentire, beh è qualcuno che fa come gli  struzzi e nasconde la testa sotto la sabbia. Il fatto che, solo pochi  giorni fa, il Challenger of Record abbia dichiarato che non riesce a  trovare i soldi vuol dire che quello che stanno facendo non attrae gli  investitori. Se lo fosse stato, un team come Mascalzone Latino, che  nelle ultime edizioni ha sempre trovato i fondi necessari per  partecipare, non si sarebbe ritrovato in questa situazione.</div>
<div>VS:  Non si può paragonare la situazione economica del 2003-2004 con quella  attuale. A quel tempo, in Italia e in Spagna, c&#8217;era euforia, oggi c&#8217;è  una forte crisi economica…</div>
<div>VV: Cinque anni fa si. Ma due anni  fa, quando c&#8217;erano venti iscritti per la Coppa sui 90 piedi che hanno  versato soldi per iscriversi, la crisi già si sentiva. Questa nuova  formula, che dove a portare entusiasmo, ti pare abbia portato  entusiasmo?</div>
<div>VS: Posso dirti che almeno si vede l&#8217;ingresso di paesi nuovi, come l&#8217;Australia, due team francesi…</div>
<div>VV:  Ma sei sicuro che ci saranno? Sarei felice se tutto andasse per il  meglio. Lascia perdere l&#8217;interesse personale. Sto esprimendo il pensiero  del novantotto per cento dei velisti. Di questo sono non certo: sono  certissimo. E, come dicevo, dell&#8217;ottanta per cento dei velisti. Tutti si  chiedono perché non si è fatta la Coppa con i monoscafi. Un evento  tradizionale, che avrebbe dato lavoro a tutti. Erano tutti pronti a  partire. Team Origin era pronto a partire. Team New Zealand stesso  esprime ancora dei forti dubbi. E&#8217; vero, ci saranno probabilmente dei  team nuovi, speriamo che portino una nuova ventata. Io ancora non li ho  visti, non sono sicuro ci siano. E poi ci sono i francesi. Oggi Team  Energy ha dichiarato un budget di 70 milioni. Alla faccia del risparmio.  Alla faccia del fatto che, siamo a febbraio, e ancora non si sa dove  saranno le prossime regate. Io non vedo tutta questa programmazione.  Vedo della gente che sta lavorando, mi auguro con entusiasmo. Però già  oggi posso dirti chi vincerà la prossima Coppa America. Ricordati che  l&#8217;ultima Coppa è stata bloccata perché non era fair. Allora dico: se  loro erano Cappuccetto Rosso e Alinghi il lupo cattivo, voglio capire  chi è Cappuccetto Rosso questa volta, perché intorno vedo solo lupi  cattivi.</div>
<div>VS: Al momento, però, non c&#8217;è  alternativa. Il passaggio ai catamarani non potrebbe essere positivo?  Non potrebbe essere come passare dalla bicicletta alla moto?</div>
<div>VV:  Dire che si passa dalla bicicletta alla moto è come dire che si passa  da una cosa antica a una più moderna. Innanzi tutto lasciami dire che il  catamarano esiste da cinquanta, settant&#8217;anni. O anche più. Non c&#8217;era  bisogno di vincere la Coppa America per fare la rivoluzione. I  catamarani esistevano già. Se per tanti anni la Coppa è esistita in un  certo modo, vuol dire che un motivo c&#8217;era. La Coppa del 2007 è stata la  più bella in assoluto. Non mi pare di ricordare un solo momento di  crisi. Zero assoluto. Se si vuole cambiare la Coppa più bella di sempre  con qualcosa di diverso, devi puntare su qualcosa di certo. Ora faccio  io una domanda a tutti: vi sembra che la rivoluzione proposta ha portato  con sé dei benefici? La risposta mi sembra assolutamente chiara. E poi,  non sono così convinto che una gara in moto sia più entusiasmante di  una gara in bicicletta. Sempre che entrambe siano eque e sane… Alla  prossima Coppa America parteciperanno team con undici velisti, mentre  prima in barca si andava in diciassette o trentaquattro a seconda di  quante barche si mettevano in acqua&#8230;</div>
<div>VS: …costruendo due barche puoi impegnare ventidue velisti…</div>
<div>VV:  …contro i trentaquattro-trentacinque di prima. Se i budget vengono  tagliati a spese delle risorse umane mi sembra che non si stia facendo  il bene della vela. La vela, per essere promossa, deve portare tanti  velisti in acqua. Non sempre meno velisti in acqua. Mettiamoci dei  motori, mettiamoci qualche altra cazzotta, così andremo a fare le regate  virtuali, davanti al computer. E poi è tutto da dimostrare che le  regate con i catamarani saranno più belle e divertenti. Spero davvero di  non essere l&#8217;unico a parlare in tal senso. Io mi prendo le mie  responsabilità, lo sto dicendo a te e lo dirò anche ad altri, in quanto  mi sembra logico che qualche critica arrivi alle orecchie di chi sta  comandando adesso. Io ho ascoltato in silenzio le critiche che sono  state avanzate ad Alinghi in passato e ho ascoltato in silenzio tutti i  proclami di Oracle del passato. Mi aspettavo da lui, che ha fatto tanto  casino, qualcosa di meglio, un po&#8217; più di serietà. Viva il circuito  MedCup, questo lo posso urlare chiaramente, e il fatto che ci siano, in  un momento di crisi come questo, sei-sette barche nuove iscritte è il  chiaro sintomo che la gente ha voglia di qualcosa di serio sui  monoscafi, di quanto la gente voglia i monoscafi e che i team preparati  vogliono i monoscafi. Questo è evidente. E la MedCup non è un circuito  alla portata di tutti, specie in un periodo di crisi come questa.  Eppure, evidentemente, ce n&#8217;è necessità. Quello che posso affermare è  che fino all&#8217;altro ieri il team favorito per vincere la prossima Coppa  America era Team New Zealand e, secondo me, queste nuove regole, sono  state fatte quasi essenzialmente per penalizzare un team forte come lui.  Preparato, serio, con velisti che hanno fatto la gavetta. Che hanno  perso, ma hanno anche vinto la Coppa. Così facendo li hanno smembrati.  Vecchi velisti, che ormai avevano creato un gruppo, sono stati  smobilitati. Team New Zealand ormai è un team fatto di poche persone:  sempre che vada avanti. Ha perso ormai tutta la sua forza. Per Team  Origin è la stessa cosa. Era un team pronto, probabilmente, a vincere la  prossima Coppa. Facendo così lo hanno smembrato, gli hanno levato il  loro potere. Lo hanno reso debole, come hanno fatto con Team New  Zealand. Allora, se questo è il metodo per vincere la prossima Coppa  America, a me sembra una cazzata. Se non ci piace il catamarano, almeno  affidiamoci all&#8217;aspetto sportivo. Nello sport della vela c&#8217;erano dei  team preparatissimi, seri, che avevano fatto i passi giusti: sono stati  smontati. Gli è stato detto: &#8220;Da oggi in poi si va con i catamarani.  Visto che siete forti lo facciamo con catamarani in cui si va in undici,  così la metà delle persone che avevate contattato resta a casa&#8221;. Queste  sono le strategie e le cose che fanno male alla vela.</div>
<div>VS:  Credi che a lungo termine la coppa con i catamarani faccia male alla  vela quindi? E il fatto che magari nel 2017 o nel 2020 ci possa essere  un nuovo team forte come, ad esempio, Artemis?</div>
<div>VV: Nel 2017 Artemis sarà fortissimo? Son felice per loro. Io so solo  che nel 2011 la Coppa America, invece di aver fatto un passo avanti, si  ferma. Tutti eravamo felici quando Oracle ha vinto nel 2010 contro  Alinghi. Abbiamo detto: &#8220;Inizia un nuovo mondo, una nuova era.  Finalmente&#8221;. Ora vi faccio una domanda io: siete ancora così felici o  avete qualche dubbio in più? Io non sono colui che ha il senso della  verità, ma dico che la Coppa del 2007 è stata la più bella della storia  della vela. C&#8217;è qualcuno che può dire il contrario? No, non c&#8217;è nessuno e  ne sono convinto. La cosa che serve alla prossima Coppa, grazie al  vostro servizio di giornalisti e blogger, è la visibilità. Se adesso mi  stai intervistando è perchè grazie a quella del 2007, a quel tipo di  Coppa America, siamo diventati più famosi e non sono convinto che quelli  che usciranno dalla prossima America&#8217;s Cup avranno altrettanta  visibilità. Questo per farti capire che stiamo facendo un passo  indietro. E non dovrebbe esse così.</div>
<div>VS: Ora parliamo un po&#8217; di te. Cosa farai in questa stagione?</div>
<div>VV:  Io sarò nel circuito Audi MedCup con Matador, il TP52 di Alberto  Roemmers, che ad aprile presenterà il nuovo team e, diciamo così, un  nuovo sponsor, ma soprattutto un nuovo yacht club molto serio…</div>
<div>VS: Si, ho sentito parlare di Audi Azzurra Sailing Team, giusto?</div>
<div>VV:  Beh, aspettiamo l&#8217;ufficialità prima di dire qualcosa. Comunque sono  molto contento, perché è una grande opportunità per me regatare nel  circuito più organizzato e professionistico del momento. Poi non  mancherò in altri eventi, come la Primo Cup di Montecarlo, il mondiale  Farr 40 a Sydney, i Melges 32 a Miami. Insomma, le regate non mi  mancano…</div>
<div>VS: …dalle tue parole si deduce che  non sei un velista in cassa integrazione e non dici le cose che hai  detto contro la prossima Coppa America perché non riesci a trovare un  team che ti assuma.</div>
<div>VV: No, no, no. Guarda, gli impegni non mi mancano. Sto bene e son  contento. Ma probabilmente anch&#8217;io, qualora ci fosse l&#8217;opportunità,  farei la Coppa con i catamarani. Ma ripeto, per me è un grande passo  indietro. Anche Team New Zealand sarà costretto a fare i catamarani,  come altri team. Ma tra essere costretti ed essere contenti c&#8217;è una  grossa differenza ed è tutta un&#8217;altra cosa.  So che molta gente non sarà  d&#8217;accordo con ciò che sto dicendo e ho detto, ma non mi stancherò mai  di ripeterlo: l&#8217;ottanta per cento dei giornalisti e il novantotto per  cento dei velisti concorda con me.</div>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/02/vascoprofilo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1331" title="vascoprofilo" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/02/vascoprofilo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>

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		<title>America&#8217;s Cup, il ritardo nel comunicare le date&#8230;.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 12:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non si può dire che Oracle stia partendo con il piede giusto: oggi 1 febbraio dovevano essere comunicate date e località relative alle America’s Cup World Series (almeno per quanto riguarda il 2011). Invece, niente, silenzio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Oracle non rispetta i tempi e Russel Coutts si lascia andare a indiscrezioni</h3>
<p>Non si può dire che<strong> Oracle</strong> stia partendo con il piede giusto: <strong>oggi 1 febbraio dovevano essere comunicate date e località relative alle America’s Cup World Series </strong>(almeno per quanto riguarda il 2011). <strong>Invece, niente, silenzio</strong>.<br />
Interrogata dal sito americano Sail-World, la portavoce di Acea (America’s Cup Event Authority),<strong> Stephanie Martin, ha risposto</strong>: “Per quanto riguarda le ACWS abbiamo in programma di comunicare date e località contemporaneamente e, al momento, stiamo lavorando per finalizzare le date e i dettagli degli eventi. Quindi, pensiamo di pubblicarle nelle prossime settimane. Siamo felici delle scelte fatte sino ad ora per il 2011 e il 2012 e contiamo di renderle pubbliche quanto prima”.<br />
Ma il Protocollo che governa la 34ma Coppa stabiliva che entro il 31 gennaio dovevano essere note queste informazioni, fondamentali affinché i team avessero il tempo di organizzarsi e di cercare fondi in vista delle regate preliminari che cominceranno nell’estate di quest’anno.<strong> Non dimentichiamo che il termine per le iscrizioni scade il 31 marzo 2011. </strong><br />
Sul fatto che il comportamento di Oracle violi il Protocollo, la Martin ha risposto: “La scadenza cui fa riferimento il Protocollo si riferisce alla data nella quale dovevamo informare i ‘competitors’. Nel caso delle ACWS e della scadenza del 31 gennaio il Forum dei partecipanti è stato informato. Una volta rese pubbliche, pubblicheremo le informazioni su ac.com (nella sezione Gallery)” Secondo le voci di banchina dovremmo aspettare sino a metà febbraio. Almeno.<br />
<strong>E i gossip non finiscono qui</strong>: in un’intervista al NZ Herald, riportata dal blog velico Scuttlebutt, Sir Russell Coutts parla della prossima Coppa e anticipa che attende otto team partecipanti.<br />
Alla domanda: “E’ vero che Mascalzone Latino potrebbe dimettersi da Challenger of Record lasciando spazio ad Artemis?” <strong>Coutts risponde</strong>: &#8220;Sono certo ad Artemis piacerebbe [diventare challenger of record] e non ci sono dubbi che Mascalzone, come tutti, abbia avuto degli anni difficili”. “Ma ti dico questo – sono fiducioso che ci saranno otto team e forse addirittura dieci” (fonte www.yachtandasil.it)</p>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/02/AC45-Wing-Sailed-Catamaran-Launched-in-Auckland.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1327" title="AC45-Wing-Sailed-Catamaran-Launched-in-Auckland" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2011/02/AC45-Wing-Sailed-Catamaran-Launched-in-Auckland-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>

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		<title>Trailer 34th America&#8217;s Cup, sarà veramente così?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 19:22:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trailer 34th America's Cup]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 id="watch-headline-title">Trailer 34th America&#8217;s Cup</h1>
<p style="text-align: center;"><span id="more-1298"></span>&lt;<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xivNKFulYhU?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/xivNKFulYhU?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

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		<title>It’s official. San Francisco will be the host City for the 34 edition of the America’s Cup.</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 11:05:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“December 31, 2010

SF Wins Bid for AC 34

It’s official. San Francisco will be the host City for the 34 edition of the America’s Cup.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>“December 31, 2010</p>
<p>SF Wins Bid for AC 34</p>
<p>It’s official. San Francisco will be the host City for the 34 edition of the America’s Cup.</p>
<p>After a very detailed and exhaustive negotiation, our venue team and the City of San Francisco have come to terms with a program that should make this 34th edition of the Cup the most spectacular to date.</p>
<p>Dates for the event are tentatively set for summer of 2013 for the Challenger/Defender series and early fall for the America’s Cup Defense series. The Board of Directors and our negotiating team would like to thank all of our members for their long standing support and patience as we carefully worked out the details of this host city agreement.</p>
<p>As one can imagine, this was not a simple affair and has been called the most complex agreement in the Cups long history.</p>
<p>That said, we, the Golden Gate Yacht Club, have much to do and look forward to in the coming weeks and months in the dial-up to the most anticipated AC event.</p>
<p>Happy New Year,</p>
<p>Marcus Young, Commodore, Golden Gate Yacht Club”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://sailboats.files.wordpress.com/2010/01/americas-cup.jpg"><img class="aligncenter" src="http://sailboats.files.wordpress.com/2010/01/americas-cup.jpg" alt="" width="406" height="341" /></a></p>

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		<title>La 34^ America&#8217;s Cup annuncia la pertnership con Louis Vuitton</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 08:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[America's Cup]]></category>
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		<category><![CDATA[Louis Vuitton Trophy]]></category>
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		<description><![CDATA[A proseguimento del proprio ventisettenale legame con l’America’s Cup, la casa di moda parigina offrirà il premio, appunto la Louis Vuitton Cup, al vincitore dell’America’s Cup Challenger Series e sarà l’Official Timing della 34a Coppa America.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Louis Vuitton Cup è ancora una volta la Challenger Series dell&#8217;America&#8217;s Cup</p>
<p>Dubai, Emirati Arabi Uniti, 27 Novembre 2010 – Nel passo più importante per la realizzazione della sua nuova visione, L’America’s Cup Event Authority ha oggi annunciato il suo primo partner: Louis Vuitton.</p>
<p>A proseguimento del proprio ventisettenale legame con l’America’s Cup, la casa di moda parigina offrirà il premio, appunto la Louis Vuitton Cup, al vincitore dell’America’s Cup Challenger Series e sarà l’Official Timing della 34a Coppa America.</p>
<p>‘‘Siamo entusiasti di annunciare oggi il proseguimento di questa collaborazione che dura da tre decenni con la Coppa America. Abbiamo incontrato i team molte volte e pensiamo che la 34a Coppa America sarà la migliore”, dice Yves Carcelle, Presidente e CEO di Louis Vuitton Malletier.</p>
<p>Nel 2013 saranno organizzate le Challenger Series che daranno il diritto di gareggiare nelle Finali di Coppa America. Le Challenger Series si chiameranno ancora una volta Louis Vuitton Cup. Inoltre, Louis Vuitton sarà l’Official Timing  per le America’s Cup World Series, per promuovere la sua collezione di orologi.</p>
<p>“Siamo estremamente privilegiati che la nostra visione per la prossima America’s Cup abbia attratto il ritorno di un’azienda come Louis Vuitton” dice Richard Worth, Presidente dell’America’s Cup Event Authority. “La 34a America’s Cup culminerà nel 2013, anno che segnerà il 30° anno di collaborazione di Louis Vuitton con la vela, pertanto non potremmo essere più orgogliosi di vedere questa partnership continuare e rafforzarsi”.</p>
<p>Sin dal 1983 la Louis Vuitton Cup Challenger Series si è tenuta ogni qualvolta vi sia stata più di una squadra che ambisse all’America’s Cup. Il suo ruolo è duplice: selezionare il miglior team sfidante tra quelli presenti e preparare il vincitore al successo contro il Defender nella gara per assegnare la Coppa America.</p>
<p>“Ho gareggiato due volte per la Louis Vuitton Cup prima di vincere la Coppa America e quindi so bene l’importanza di questa gara per il successo dello Sfidante. Accogliamo con piacere il ritorno di Louis Vuitton e non vediamo l’ora di gareggiare contro il vincitore della Louis Vuitton Cup nel 2013,” dice Russell Coutts, CEO di BMW ORACLE Racing –Difensore della 34a Coppa America.</p>
<p>La Louis Vuitton Cup si disputerà nell’estate del 2013, con le Finali di America’s Cup in programma all’inzio dell’autunno. L’evento si disputerà a bordo dei nuovi AC72 con albero alare, una barca di nuova concezione disegnata per garantire regate entusiasmanti.</p>
<p>&#8220;Louis Vuitton è un’azienda che ha a cuore l’arte del viaggio e lo spirito d’avventura. Come partner di lunga data siamo molto felici di poter accompagnare il futuro della Coppa America”, dice Pietro Beccari, Vice-Presidente Senior Louis Vuitton.<br />
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		<title>Emirates Team New Zealand sconfigge in una grande finale BMW Oracle Racing nel Louis Vuitton Trophy Dubai</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 08:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[on un perentorio 2-0 Emirates Team New Zealand ha dominato la finale del Louis Vuitton Trophy Dubai battendo i forti velisti americani di BMW Oracle Racing. Sono state due regate a tratti degne di una vera finale di Coppa America]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un perentorio 2-0  Emirates Team New Zealand ha dominato la finale del Louis Vuitton Trophy Dubai battendo i forti velisti americani di BMW Oracle Racing. Sono state due regate a tratti degne di una vera finale di Coppa America, in cui entrambi i team hanno lottato con grande classe e agonismo per portare a casa il prestigioso trofeo messo in palio da Louis Vuitton. BMW Oracle Racing e il suo timoniere, il fuoriclasse James Spithill, si sono dovuti piegare alla legge di Dean Barker, Grant Dalton e gli altri kiwi, che oggi hanno mostrato la loro forza e la loro coesione, frutto di un lavoro che non si è mai interrotto dall’ultima Coppa America da loro disputata a Valencia nel 2007.</p>
<p>È stata proprio la serie dei quattro Louis Vuitton Trophy (Nizza, Auckland, La Maddalena e Dubai) a offrire a Emirates Team New Zeland (e a tutti gli altri team con ambizioni di Coppa America) la possibilità di regatare negli ultimi 2 anni in un circuito di altissimo livello sportivo con una visibilità mondiale. Regatare con barche simili, messe a disposizione dell’organizzazione, è stata la scelta vincente, che ha garantito regate eque ad alto tasso di agonismo ed adrenalina.</p>
<p>Questa mattina si è svolta anche una cerimonia per dare l’addio agli ACC5, le barche che per 20 anni hanno fatto la storia della Coppa America. Ora per la Coppa e per Louis Vuitton si apre una nuova era.</p>
<p>I match di oggi<br />
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing (delta: 17&#8243;)<br />
Succede di tutto nel corso del primo incredibile match di finale tra i kiwi e gli statunitensi. Parte forte Emirates Team New Zealand che infligge una penalità a BMW Oracle Racing: è la prima di questo evento per James Spithill. Lo skipper australiano reagisce prendendo in mano le redini della regata e si allunga con decisione, navigando sulla destra del campo nel corso della seconda bolina. Visto l&#8217;importante vantaggio, BMW Oracle Racing si depenalizza in prossimità della boa al vento ma fa male i calcoli e subisce l&#8217;attacco da parte di Emirates Team New Zealand che ruba al team del tattico John Kostecki l&#8217;interno in occasione dell&#8217;issata di gennaker. L&#8217;equipaggio di Larry Ellison trova però nuova fortuna scendendo lungo la destra dell&#8217;ultima impoppata. Una fortuna che abbandona il team stelle e strisce a pochi metri dal traguardo, dove un salto di vento garantisce a Emirates Team New Zealand la spinta necessaria per aggiudicarsi il duello.</p>
<p>Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing (delta: 1&#8242;37&#8243;)<br />
Alla loro maniera i kiwi vincono anche l&#8217;ultimo Louis Vuitton Trophy. Nel corso del secondo match di finale le speranze di riaprire il duello da parte di BMW Oracle Racing, al comando sin dal via, sfumano in seguito alla rottura del gennaker, avvenuta in fase di issata. Emirates Team New Zealand, ben posizionato, ne approfitta per lanciare il suo attacco al team di James Spithill che, al cancello di poppa, è obbligato a iniziare la seconda bolina sulla sinistra del campo di regata. I kiwi, all&#8217;incrocio seguente, sono avanti di oltre cento metri. E&#8217; due a zero. E&#8217; ancora, e definitivamente, trionfo neozelandese.</p>
<p>Finale: Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing 2 a 0</p>
<p><a href="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2010/11/WSTA_DUBAI.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1266" title="WSTA_DUBAI" src="http://www.vascovascotto.it/wp-content/uploads/2010/11/WSTA_DUBAI-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a></p>

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