Auckland (NZ), 21 marzo 2010 – C’era attesa per la giornata finale del Louis Vuitton Trophy di Auckland. Sul
cammino verso la vittoria finale di Emirates Team New Zealand c’era ancora una prova da disputare contro
Mascalzone Latino Audi Team, necessaria dopo un cambio di programma in attesa del vento. Anche la finale
infatti si è corsa al meglio di tre sole prove. Questo cambio per la barca italiana ha significato trovarsi davanti
all’avversario più temibile con un solo match per poter sopravvivere e conquistare la vittoria. Insomma, per
Gavin Brady e il suo equipaggio era necessario vincere e per farlo era importante partire bene e davanti,
tenendo i kiwi dietro per tutta la regata. Ad Azzurra nella seconda prova non è bastata una penalità a favore
per portare a casa il risultato.
Si fa in fretta a raccontare la regata: dopo una scaramuccia in partenza che poteva portare a una situazione
simile a quella di ieri, con la barca italiana in difficoltà, Brady invece di insistere a destra vicino al comitato,
(che era anche il posto scelto da Dean Barker per partire), si lancia sulla sinistra del campo. Non gli è bastato
un primissimo salto di vento favorevole, però, a prendere decisamente il comando. Poco dopo è inseguitore
dei padroni di casa: si è aperta una cicatrice di un paio di lunghezze, da chiudere per ricominciare a sperare.
Si sale di bolina: poco vento, macchie di raffiche sull’acqua. Per navigatori e tattici è un gran rebus. Navigare
bene è una questione di particolari, si gioca tutto su distanze molto piccole. Ma Mascalzone rimonta in
maniera formidabile quel distacco e arriva a conquistare una posizione forte, da cui può impedire a New
Zealand di virare verso la boa. Ma i kiwi conoscono fin troppo bene il gioco e le loro barche.
Dean “Dino” Barker posa gli occhi di velluto sull’avversario, lo misura. Guarda appena il tattico Ray Davies e il
trimmer del genoa. Inutile dire cosa succede, la sua barca comincia ad alzare la prua. Si dice, con queste
barche, “navigare in modo alto”. Per Mascalzone è troppo alto, è come se Emirates Team New Zealand
fosse tirata su verso la boa della bolina da una cremagliera. Virano contemporaneamente ma quando tutti si
aspettano che Gavin Brady passi all’attacco portando in dial up i kiwi, si capisce che nella virata ha perso
l’occasione per farlo. E lì finisce la regata e si consolida il risultato. Il lungo inseguimento di Mascalzone non
serve a nulla. Dean Barker si volta soddisfatto e qualche metro prima della linea del traguardo stringe la mano
al piccolo Ray Davies, che tra le tante virtù ha anche quella di suonare la chitarra elettrica con l’energia di un
liceale.
Quando le barche rientrano è festa grande: grande rispetto per Mascalzone Latino Audi Team, primo dei
battuti, ma i festeggiati sono loro, i padroni di casa. Grant Dalton, l’uomo di ferro del team, è contento “siamo
soddisfatti perché questa vittoria significa che il nostro equipaggio è sopravvissuto alla grande incertezza
creata attorno alla Coppa America dalla lunga battaglia legale. Siamo ancora forti e cominciamo a lavorare
subito per la prossima edizione. Voglio ringraziare Louis Vuitton che l’anno scorso ha creduto in questa
manifestazione quando abbiamo messo a disposizione le nostre barche”.
Per Azzurra e Mascalzone Latino Audi Team il risultato del Louis Vuitton Trophy è molto positivo, si sono
dimostrati in grado di combattere al massimo livello.
Dice il CEO di Mascalzone Francesco Aversano: “Siamo venuti in Nuova Zelanda con un equipaggio tutto
nuovo. Non eravamo rodati come gli altri. Abbiamo avuto un inizio difficile. Dopo due sconfitte però abbiamo
iniziato una serie di sette vittorie che ci hanno portato prima alla semifinale, poi alla finale. E’ stata
un’esperienza molto importante, che ha permesso di amalgamare un team fatto di grandi campioni”.
Buona esperienza anche per Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda: “sono molto
orgoglioso dei ragazzi, che hanno dimostrato di saper affrontare con determinazione qualsiasi condizione,
difendendosi benissimo dai temibili padroni di casa di Emirates Team New Zealand. Azzurra è cresciuta molto
sotto il profilo tecnico e la squadra è unita, forte e concentrata sugli obiettivi che ci siamo posti quando
abbiamo rilanciato Azzurra lo scorso ottobre, una squadra con una pura identità nazionale. Qui ad Auckland
ed è ambasciatrice dell’eccellenza italiana nel mondo. Spero che le imprese sportive di Azzurra possano
essere un forte incentivo per lo sport della vela in Italia e che Francesco Bruni e i suoi ragazzi possano ispirare
tanti nuovi giovani velisti”.
Questa la classifica finale:
1 EMIRATES TEAM NEW ZEALAND
2 MASCALZONE LATINO AUDI TEAM
3 AZZURRA
4 ARTEMIS
5 ALL4ONE
6 TEAMORIGIN
7 ALEPH SAILING TEAM
8 SYNERGY RUSSIAN SAILING TEAM
La copertura in diretta delle regate del Louis Vuitton Trophy Auckland è disponibile sul sito dell’evento,
http://www.louisvuittontrophy.com. Il sito ufficiale (in lingua inglese, francese, italiana e russa) contiene ampie
informazioni sui team, storie e contenuti multimediali (video, audio e foto).

Dean Barker è il miglior velista al mondo??
la domanda sorge spontanea, adesso chi vincerà alla maddalena?? ma ci sarà più copertura mediatica?
non male alla fin dei conti!!!!