Azzura va in semifinale, regaterà con Team New Zealand

Auckland  (NZ),  17  marzo  2010  – Giornata  importante  nel Waitemata Harbour  di  Auckland.  Per  il  Louis
Vuitton Trophy infatti erano in palio due posti per le semifinali, da conquistare con due incontri secchi e decisivi
dopo un cambio di programma dovuto al ritardo del vento. Artemis è stata la prima a mandare a casa, si fa
per dire, il suo avversario TeamOrigin, vincendo con un vantaggio di una trentina di secondi. Terry Hutchinsons
e Paul Cayard hanno finalmente mostrato i canini.

Anche  Azzurra  ha  fatto  lezioni  di  vela  con  All4One,  che  l’aveva  scelta  come  avversaria  ritenendola  più
malleabile delle altre due. L’equipaggio di Francesco “Checco” Bruni ha fatto un gran lavoro sfoderando una
cattiveria  che  finora aveva  tenuto  nascosta da qualche parte.  Il  timoniere palermitano, 39 anni,  istigato dal
carrarino  Tommaso Chieffi,  uomo  di  lunghissima  esperienza,  ha  fatto  in modo  di  demolire  il  quasi  giovane
francese Sebastien Col con una partenza formidabile.

Il meglio  è  arrivato  quando mancavano  due minuti  alla  partenza  e  sul gommone  degli Umpire,  i giudici  in
acqua,  si  è  alzata  una  bandiera  blu  di  penalità  per  All4One.  In  queste  regate,  partire  con  una  penalità
significa quasi sempre perdere. Bruni non solo conquista la penalità, costringe l’avversario a partire malamente
dietro di lui. I cervelloni di All4One, il plurimedagliato Jochen Schumann e il coriaceo John Cutler, riescono a
stare vicini ad Azzurra nel  tentativo di  ribaltare  la  situazione già pesante.  La prima bolina è uno  scambio di
favori,  si  fa per dire,  fino a quando Bruni e  il  suo equipaggio eseguono  una  “bretone”, manovra con cui  si
lancia la barca verso la boa solo con l’inerzia e praticamente contro vento. Il vantaggio è poco, ma Azzurra
manovra bene in poppa, risponde agli attacchi di All4One che cerca di passare orzando. Dopo il cancello di
poppa la barca italiana conquista cinque lunghezze di vantaggio. La regata è chiusa, la semifinale aperta.

Piccola complicazione nel dopo regata, quando con grande onore ma anche grande apprensione lo skipper
neozelandese Dean “Dino” Barker sceglie proprio Azzurra come avversario di Emirates Team New Zealand
per  le  semifinali.  Significa  che  in  cuor  suo  la  ritiene  più  debole  delle  altre  due,  che  ovviamente  vanno  a
comporre  l’altra  coppia  che deve  regatare al meglio di  tre prove. Mascalzone  Latino Audi  Team  è  contro
Artemis di Paul Cayard. Incontro tra vecchi compagni di squadra… Gli uomini chiave delle due barche, Gavin
Brady, Morgan Larson  e Terry Hutchinson erano con America One nel 2000. Paul ha fatto scuola, e adesso
l’allievo prova a battere il maestro.

E’ difficile dire cosa sarebbe stato meglio: una semifinale tutta italiana con la certezza di vedere almeno una
barca con il tricolore in finale oppure questa soluzione più incerta, che potrebbe anche portarle tutte e due in
finale ma anche vederle escluse.

Dice Francesco Bruni: “Il mio  team mi ha chiesto di essere più aggressivo e oggi  lo sono stato. L’equipaggio
ha risposto bene, abbiamo dato la penalità all’avversario e siamo partiti bene. Dopo la partenza ho cercato
di orzare molto per allontanarmi ed evitare che cercasse di restituirmi la penalità costringendomi contro vento.
Gli ho lasciato però lo spazio per mettere avanti la prua. Però poi abbiamo usato bene il vantaggio di essere
alla destra del campo”.

Lascia un commento

Copyright © 2012 Vasco Vascotto C.F. VSCVSC69R10L424D. Powered by NUMA ITALIA | Disclaimer | Collegati