Doppietta italiana al Louis Vuitton Trophy

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Auckland (NZ), 13 marzo 2010 – Nel quarto giorno del Louis Vuitton Trophy Auckland le due barche italiane
incassano due vittorie importanti. Per Azzurra significa il secondo posto in classifica dietro l’intoccabile New
Zealand, mentre per Mascalzone Latino Audi Team significa tenere aperta la regata: per lui infatti chiudere la
giornata con un solo punto era molto pericoloso. Azzurra correva nel terzo match del giorno, dopo che
Emirates Team New Zealand aveva battuto bene (e come potrebbe essere diversamente…), la barca franco-
tedesca All4One per 26”, mentre Team Origin concludeva davanti ad Aleph con due minuti e 11 secondi,
complice una penalità conquistata in partenza. Per una collisione tra le due barche in partenza, Aleph viene
anche penalizzato di un punto in classifica.
Azzurra scendeva in campo ancora una volta intimorita dal vento sostenuto, l’avversario era Artemis di Paul
Cayard e Terry Hutchinson, coppia temibile che infatti ha sostanzialmente vinto la partenza e controllato molto
bene gli italiani nella prima bolina. Il vantaggio degli svedesi, 44”, poteva essere sufficiente a girare la boa
con tranquillità e iniziare a navigare verso il cancello di poppa. Invece a bordo della barca svedese si
scompongono: il tangone casca in acqua e viene trascinato verso poppa, si schianta sulle sartie e trascina il
gennaker sotto la barca. Artemis a quel punto è ferma, non può navigare e Azzurra la sorpassa a tutta
velocità. Gli svedesi non possono fare altro che ritirarsi mentre Azzurra porta a casa un punto prezioso. Il
commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Riccardo Bonadeo, dice: “E’ un punto importante, ci serve e ce
lo teniamo… ma a noi non piace davvero vincere così, per abbandono”.
Nella quarta regata Mascalzone Latino Audi team incontrava i russi di Synergy. In partenza Karol Jablonsky,
come altre volte, riesce a conquistare la posizione che vuole, mentre Mascalzone cerca di spingerlo oltre la
linea in anticipo ma poi parte con un certo ritardo ed è costretto a inseguire. A metà bolina Jablonsky concede
un inspiegabile regalo alla barca italiana, che può “scambiare” e portarsi a navigare a destra. La posizione le
servirà un paio di incroci dopo per inchiodare i russi oltre la layline e portarli in boa con un ritardo di una
ventina di secondi. I russi tentano di riaprire la regata lungo il lato di poppa ma non ci riescono neanche
quando sulla barca italiana l’ammainata del gennaker non riesce e la grande vela resta avvolta sul genoa.
Per Mascalzone Latino Audi Team con il guidone del Challenger of Record, il Club Nautico Roma, è la
seconda vittoria, con soddisfazione nel team italiano. “Una vittoria importante – dice Flavio Favini –. In
partenza abbiamo tentato di spingerlo oltre la linea ma è stato bravo a rimanere dentro, e noi abbiamo
pagato con il ritardo sulla linea. Poi abbiamo navigato meglio nella prima bolina e abbiamo sfruttato bene
l’opportunità che ci hanno lasciato quando siamo andati sulla destra… oggi essere a destra era oro”.
Nelle regate del quinto giorno Azzurra incontrerà i padroni di casa di Emirates Team New Zealand, mentre a
Mascalzone Latino Audi Team tocca Artemis.
Le regate
Azzurra batte Artemis per ritiro dell’avversario. Terry Hutchinson timoniere e Paul Cayard tattico partono forte
contro Azzurra. Gli svedesi inseguono gli italiani spingendoli in fondo al box di partenza prima di tornare
verso la linea e partire molto veloci mure a dritta con velocità. Azzurra taglia a centro linea con velocità ma
poco dopo è chiaro il vantaggio di Artemis, che naviga meglio di bolina con gli italiani talvolta in
controtempo. Alla boa di bolina il vantaggio degli svedesi è di 44 secondi. Ma la soddisfazione dura poco.
Durante l’issata il tangone cade in acqua e trascina il gennaker sotto la barca: per Artmis è la fine della
regata. Azzurra, che stava inseguendo, riesce a passare indenne e concludere vittoriosa. Dice Terry
Hutcinsons: “Lo stopper dell’amantiglio non ha tenuto, il tangone è caduto ed andato in acqua. Il gennaker è
stato trascinato sotto la barca ed è finito sul timone. Di certo questa sera avremo qualcosa di cui parlare nel
debriefing”.

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